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sabato 5 dicembre 2015

Venne il giorno

Per suonare uno strumento musicale sarebbe opportuno avere per prima cosa la voglia di apprendere e di esercitarsi, un minimo di predisposizione alla musicalità, costanza, abnegazione, spirito di iniziativa, ricerca del divertimento anche quando esteticamente grandi sollazzi non ce ne sono, tempo e soldi da spendere. Ovviamente questo elenco è soggettivo, in alcuni casi potrebbe essere anche parziale e riduttivo, c'è da considerare per esempio quali aspettative si ripongono nel termine "suonare".

Di recente ho visto il film Whiplash e nel mio caso è bene specificare che non ho mai desiderato diventare il primo batterista di un'orchestra. Dimenticavo un fattore determinante quando ci si siede su uno sgabello per suonare la batteria: la predisposizione al ritmo. Si può imparare a tenere il tempo anche se non si ha un metronomo al posto del cervello ma uno dei primi stimoli che porta un individuo ad avvicinarsi a piatti e tamburi (dopo la voglia di fare casino) è sicuramente uno spiccato senso del ritmo e la capacità di coordinarsi. Il mio battito all'interno dei Pocket Chestnut ha iniziato a perdere colpi e a mancare di coordinazione circa cinque mesi fa. Questo impegno, seppur limitato in termini di ore settimanali da dedicare alle prove e ai concerti, mi ha fatto gradualmente disaffezionare da tutto quello che riguarda il suonare in un gruppo, in poche parole ho perso il ritmo.

Dopo cinque anni trascorsi nella band arriva il momento di farmi da parte e lasciare che i Pocket continuino senza di me. La decisione è stata ponderata e solo il tempo mi dirà se ho fatto bene oppure no. In questo preciso momento le impressioni sono positive. Sento di aver dato tutto quello che potevo dare, continuare ad insistere contro voglia quando si parla di un divertimento è una forzatura inaccettabile.
Ho provato a grattare questo senso di disagio e resistere ma iniziavo a scorticarmi. Molte volte con i Pocket abbiamo risposto ad interviste che siamo un gruppo di amici che suona e si diverte, all'esterno abbiamo dato questa versione che però ognuno di noi al proprio interno sa che rappresenta una risposta di facciata.
Di questa esperienza mi rimarranno comunque molte cose belle da raccontare e le tirerò fuori periodicamente andando a ritroso nei ricordi come spesso mi piace fare. Lo farò a voce seduto a un tavolo di un pub come una vecchia rockstar mancata che le spara grosse, oppure per iscritto qui sul blog dove quando posso alimento la quantità di ricordi accumulati in questi anni di attività.

All'infaticabile Tum con la sua insaziabile voglia di provare godimento ogni volta che sale su un palco, alla mancanza di entusiasmo del bravo Paolo, capace nonostante il nostro scarso livello di viversi la compagnia e far emergere le canzoni del gruppo superando i tanti limiti tecnici dei suoi membri, a Pol che nella sua corazza ha accolto spesso i miei turbamenti con grande disponibilità ad ascoltarmi e a trovare soluzioni e infine a Stefano che quando è stato dei nostri nei concerti ha portato melodia e calore al suono dei Pocket, rivolgo un ringraziamento che parte dal profondo del cuore. Se il futuro è tutto da scrivere il passato vissuto con loro sul palco e in sala prove non sarà mai dimenticato.

Ho commesso la leggerezza di postare su Facebook un breve messaggio per comunicare questa mia decisione ed ho ricevuto dagli amici che seguono la band molte risposte in cui sono dimostrati sorpresi e dispiaciuti. Un immenso grazie anche a tutti voi che mi avete sempre incoraggiato.


28/11/2015 sul palco dell'Acropolis di Vimercate

lunedì 7 settembre 2015

Pocket @ Festival Magre Sponde, Brebbia (VA)

Al rientro dalle vacanze è stato molto piacevole verificare che il repertorio dei Pocket era ancora ben allenato nonostante un periodo di stop durato un mese abbondante. L'occasione per ritrovarci a ripassare i brani è stata la partecipazione del gruppo a un festival molto carino chiamato "Magre Sponde Festival" organizzato con cura e passione a Brebbia un piccolo paese in provincia di Varese sulla strada che porta al Lago Maggiore. Il mio disincanto e la voglia di dedicare sempre meno tempo al gruppo si è scontrata con una serata che rende giustizia all'impegno che far parte di un gruppo comporta. Su you tube grazie a uno spettatore di nome GionniBello c'è un montaggio di alcune canzoni compreso il delirio finale durante il quale, sul palco oltre al gruppo principale della serata (i catalani Her Little Donkey) si è unito anche il fonico che mi ha fatto compagnia alla batteria divertendosi come un bambino.

Si puo' vedere qui: https://www.youtube.com/watch?v=HwH-Xp4glI4 

Il set di batteria utilizzato al festival Magre Sponde a Brebbia (Va)



 

lunedì 13 luglio 2015

L'estate dei Pocket Chestnut

Due concertini mi hanno allietato caldissime serate in compagnia delle castagne. Questa stagione stiamo suonando dal vivo molto poco, rispetto allo scorso anno non c'è da fare neanche un confronto. Si potrebbe pensare che l'effetto "Big sky empty road" si stia esaurendo ma al nostro livello il fatto di avere un disco appena pubblicato non fa una grande differenza tra promuoverlo ancora ad un anno e mezzo di distanza da un' uscita che poi a tutti gli effetti c'è stata, ma solo dagli scatoloni visto che è autoprodotto. Forse ci siamo fatti vivi con i soliti contatti che ci aiutano a trovare qualche serata un po' tardi rispetto al passato, oppure non lo abbiamo proprio fatto e certe opporunità non nascono da sole se non opportunamente solleticate. A me personalmente va benissimo così. Paolo non sta passanbdo un bel momento con il papà che per motivi di salute non se la passa bene, Tum esce da una storia sentimentale finita male ed è profondamente sballottato, Pol ha intorno a sè la solita corazza inattaccabile che ne delimita le emozioni ed io sono alle prese con questa nuova testa che combatte gli sbandamenti imponendosi positività. Non sempre queste convivenze tra caratteri diversi sono una passeggiata all'aria fresca. In queste settimane abbiamo fatto qualche incontro e ci siamo detti cosa si potrebbe fare in futuro ma non è uscita una strategia semplice da attuare. Il pericolo che avverto è quello che già in passato ha acceso la lampadina rossa dell'attenzione preannunciando la prossima distruzione di tutto il giocattolo. Abbiamo delle canzoni nuove che mi piacciono molto, non sono tante ma in tutto tra finite, quasi finite ed in attesa di un colpo di genio che le finisca, sono arrivate al numero sei e tutte mi gasano molto. Ho già vissuto questa situazione con altri gruppi, si mette in pista del materiale nuovo, ci si balla intorno, io da dietro i tamburi ne sento l'efficacia, gli arrangiamenti che si fanno più elaborati, i suoni che migliorano rispetto ai precedenti, le idee che da individuali diventano il frutto del pensare da parte di tutti poi, come se niente fosse, scoppia il palloncino pieno di elio, i toni si fanno scuri e non c'è più niente da ridere. Mi è capitato con i Kech, con i Primodraft con La resina e quando ero ragazzo con quelli che da Overjets sarebbero poi diventati Puzzle, senza di me. Mi auguro che passi serenamente e senza strascichi questo momento perchè almeno dal vivo le soddisfazioni arrivano anche quando le premesse non sono le migliori.

Pocket + guests@Fermento Sonoro 2015, nel giardino nascosto, Milano
Il comitato di quartiere degli abitanti di via Bussola a Milano ha organizzato un festival ripulendo un piccolo spazio verde dal totale abbandono e auto finanziandosi molti volontari hanno organizzato un grazioso festival di due giorni. I Pocket hanno suonato sabato 20 giugno quasi al tramonto. Senza fare nessun soundcheck ci siamo portati a casa un set abbastanza buono, l'attenzione e gli applausi insieme a una fitta colonia di zanzare ad attaccarci non sono mancate. E' stato anche il primo concerto in quartetto dopo qualche data suonata in cinque con Stefano ai fiati e ci è servito per ritrovare il mestiere di sopperire alla mancanza di melodia mettendoci un po' di grinta in più del solito.

Pocket Chestnut @ Como
L'esperimento si è ripetuto qualche settimana dopo, precisamente il cinque luglio a Como a due passi dal lago e dallo stadio Sinigaglia. Nei giardini che separano gli spalti dallo specchio d'acqua che si affaccia verso nord il festival Always Hop ci ha addirittura voluti come headliner a causa di un forfait dell'ultimo momento. Preceduti da due gruppi che hanno massacrato la pazienza e l'udito degli ascoltatori, non pochi vista la bella location, il giorno di festa -domenica- e la ricerca del fresco in una serata dove il termometro non è mai sceso sotto i trenta gradi. Abbiamo fatto un figurone con la nostra musica semplice e spensierata. Ho visto parecchie persone ballare acclamandoci sugli stacchi come se conoscessero i brani. A mezzanotte passata c'era ancora voglia di Pocket Chestnut e la richiesta di avere un bis era talmente sincera che abbiamo ringraziato i presenti con l'esecuzione di un brano inedito tra quelli in lavorazione di cui parlavo all'inizio di questo post.  

 

venerdì 15 maggio 2015

Pocket @ Biko, Milano

Il terzo dei concerti che abbiamo fatto in maggio è il più atteso, uno di quelli dove non ci pagano ma sorridendo tra noi diciamo che va fatto perchè: "ci da visibilità". Suoniamo di supporto a Chadwick Stokes che io non so nemmeno chi sia e tantomeno che musica suoni, non mi sono documentato. Quando arrivo al Biko per l'ora di cena non posso fare a meno di notare un enorme Tour Bus parcheggiato di fronte al locale. Ne ho già visti di così grossi quando ho suonato di supporto a Graham Coxon, ai Franz Ferdinand, agli I am Kloot, mai in altre occasioni importanti. So che Chadwick suonerà da solo, senza la band, viene automatico chiedersi cosa se ne faccia di tutto quello spazio e quanto debba essere popolare per avere quel budget a disposizione. Fonti informate dicono che un autobus di quelle dimensioni costa 400 euro al giorno escluso il costo dell'autista e del carburante. E' la sera in cui la Juve si gioca il ritorno della semifinale che la puo' portare dritta alla finalissima di Berlino, le strade sono deserte e dopo aver cenato nel locale con tutto lo staff del Biko preparo il set di batteria che l'organizzazione mi ha messo a disposizione.

Il set utilizzato al Biko, 14.05.2015


Il palco del Biko è piccolo e stretto, ci abbiamo già suonato un anno fa di supporto ad Adam Green e in quella occasione mi sono reso conto di quanto il pubblico che frequenta questo locale sia attento, selezionato. Ti senti gli occhi addosso e la vicinanza delle persone incute un po' di timore. Passeggio fuori dal locale e gli spettatori arrivano alla spicciolata, entrare costa 15 euro, non poco per un mercoledì sera. Temo che la serata sarà un flop tremendo e quando inizia il primo artista, Matteo aka 'Morning Tea' l'unico pubblico che si ritrova davanti sono i Pocket Chestnut, una manciata di nostri amici che sono venuti presto per sentirci e lo staff del Biko. Quando arriva il nostro turno il locale si è riempito per metà e siamo contenti che di fronte a noi non ci sia il deserto. Nel backstage abbiamo conosciuto Chadwick, parla lentamente, ha dei modi carini si comporta con rara gentilezza che lo distingue dall'insopportabile tour manager. Chad ci ha chiesto qualcosa della nostra musica, ha ascoltatom il soundcheck e ci sommerge di complimenti. Ci ha raccontato che sta girando con tutta la sua famiglia, suo fratello, mamma, nonna, la moglie e due figli. Per questo si muove con il tour bus, gli costa meno rispetto ai soggiorni in albergo e così possono stare tutti insieme durante gli spostamenti. Facciamo un set corto di circa quaranta minuti e Tum riesce ad instaurare un bel rapporto col pubblico. Durante l'ultima canzone lascia il palco, si siede in mezzo alle persone e le fa cantare al microfono. Lo ha fatto altre volte ma in questa occasione gli riesce particolarmente bene. Quando abbiamo finito smonto velocemente  le mie cose e le carico in macchina, qualcuno mi ferma per complimentarsi, mi fa piacere anche se credo di aver suonato in maniera scolastica, senza emozione. Pago il prezzo della sobrietà, niente svolazzi, faccio il mio compito da bravo scolaretto. Mi fermo ad ascoltare Chadwick,  è veramente bravo, comunica con sincerità, si emoziona e fa emozionare.

Chadwick Stokes

Qualche giorno dopo vado alla festa di compleanno di Paolo, un amico dei Pocket che vive in un bellissimo appartamento in via Foppa a Milano. Molti degli invitati sono venuti a sentirci in tutti e tre i concerti, li conosco solo di vista e in quell'occasione riesco a parlarci andando oltre i semplici saluti di rito. Mi confidano che il concerto del Biko è stato bellissimo, il migliore dei tre, mi dicono che si è percepito qualcosa di magico che negli altri live non era emerso. Ancora una volta sono sorpreso di come le sensazioni di chi sta sul palco possano essere così diverse rispetto a chi è dall'altra parte e di quanto sia bellissimo dopo tanti anni e centinaia di concerti emozionarsi ancora nell' avere questo tipo di rivelazioni.

Paolo e Pol appena terminato il soundcheck

     

domenica 10 maggio 2015

Pocket @ Cascina S. Ambrogio, Milano

Ieri mi attendeva un doppio impegno, il rientro al lavoro dopo un mese di assenza e un concerto serale con i Pocket Chestnut alla Cascina S.Ambrogio, un luogo storico che ricorda Milano com'era una volta prima della cementificazione massiccia delle zone periferiche.

Cascina Sant'Ambrogio, Milano. Foto di Ambrogio Holder

 Se il rientro in concessionaria è stato abbastanza traumatico si puo' dire che la serata l'abbia vissuta con uno stato d'animo opposto. Al mattino provavo a grattare la ruggine dentro la testa, non mi ricordavo le password di accesso ai programmi, i passaggi più semplici per iniziare un preventivo sembravano scogli insormontabili e una mole impressionante di e-mail da leggere contiribuivano a crearmi un certo stato di agitazione che provavo a combattere con il metodo che ho messo a punto in qualche proficuo incontro di coaching. Si lavora con la testa, ci si concentra sulla mente, da essa dipendono, a cascata, le emozioni, quindi le relazioni, il fisico e lo spirito. Ho provato a gestire l'ansia con una fatica immensa che mi ha portato all'ora di pranzo ad alzare bandiera bianca e tornarmene a casa abbastanza preoccupato promettendomi di riprovarci nuovamente lunedì. Il rientro doveva essere graduale e così sarà, mi dico. Il sole tramonta poco dopo le venti e quando arrivo alla cascina per montare la batteria porto con me il mio strumento e il mio corpo riposato grazie a qualche ora di sonno ristoratore che mi sono concesso nel pomeriggio. Sto molto bene, mi sento sicuro, sto sempre così quando ho il mio set, conosco i suoni, li rendo profondi, lunghi, caldi grazie a un accurato giro di accordatura.

L'accordatura del rullante

Ho il vantaggio che saremo l'unico gruppo in programma, la situazione ideale per trovare la tranquillità e fare un buon concerto. L'associazione Cascinet con la sua anima sonora denominata Hum ci accoglie bene, l'attrezzatura è minimale e il fonico si improvvisa ma riparano all'inesperienza con la gentilezza, ci assistono in tutto quello che serve. Dobbiamo suonare per più di sessanta minuti e non abbiamo preparato un set così lungo. Cioè lo abbiamo allenato ma temiamo che possa annoiare sorbirsi un'intera ora abbondante di acustic folk. Decidiamo di inserire in scaletta buona parte del primo disco "Bedroom rock n' roll" quasi tutto il secondo "Big sky empty road" due cover e due brani nuovi dei cinque che stiamo provando in questi mesi. L'area concerto si riempie e mentre passeggio nel campo circostante mi concentro e osservo la raffineria che confina con la cascina, le luci rosse al vertice della struttura circolare mi ricordano un aeroporto. Temevo che i tanti ragazzi arrivati in questa specie di centro sociale fossero lì per tanti motivi ma non per sentire i Pocket Chestnut e invece già alla seconda canzone il pubblico si avvicina al palco, collabora, partecipa ai cori, si diverte. Mi sento bene e quando arriva il momento dell'ultima canzone ne vogliono ancora. Ci congediamo molto soddisfatti e sono dello stato d'animo giusto per pensare che questa sobrietà che mi accompagna è proprio una gran figata.

La mia session custom e i Pocket durante il soundcheck
    

domenica 3 maggio 2015

Pocket@Bloom, Mezzago 02.05.2015

Per la "festa del lavoro che non c'è" il Bloom di Mezzago ha organizzato come da tradizione il Neverland Festival sottotitolando l'evento con il riuscito hashtag #cazzoridi. Alez, uno degli organizzatori, ha voluto i Pocket Chestnut e ci ha invitato con il solito entusiasmo che lo distingue. Il concerto ha significato per me il ritorno sul palco dopo un mese di inattività.


il programma del festival

Il mio sottotitolo personale della giornata è stato "la forza della lucidità" perchè da circa un mese complice il problema di salute di cui ho parlato in un post precedente sono pulitissimo, non bevo neanche la birra. Sono arrivato al Bloom in gran forma, molto "ripigliato" come dicono i giovani, ed ero curioso di vedermi all'opera in un contesto molto raccolto come il cinema dello storico locale brianzolo. L'organizzazione ha infatti voluto che i Pocket si esibissero al piano superiore del Bloom, sul palco che divide lo schermo del cinema dalle ottanta poltrone della sala. L'incognita era rappresentata dal pubblico, sapevamo che saremmo stati il primo gruppo ad esibirsi e il rischio di suonare per gli addetti ai lavori era elevato. Il festival ha abituato i suoi affezionati ascoltatori che i concerti iniziano presto e così mentre ci apprestavamo a salire per iniziare il nostro set di quaranta minuti scarsi un discreto gruppo di ragazzi era già li ad aspettarci.

Per sdrammatizzare l'emozione del ritorno sul palco indosso un cap dei Muppets


Il batterista dei Verbal che a tarda sera avrebbero sonorizzato il film "Karakorum" ha messo a disposizione una bellissima batteria perfettamente accordata e lo strumento è stato montato sul lato corto del palco per fare spazio alla proiezione. I fonici, simpatici, pazienti, disponibili e riconoscibili dal marcato accento bresciano, sono stati di una professionalità superiore alla media ed anche per merito loro il concerto, vuoi per le mie lucide condizioni, vuoi per l'acustica decisamente affascinante, è stato molto bello. Verso la fine del set ho notato che ormai il cinema si era completamente riempito ed è stato piacevole ricevere un convinto applauso finale e scendere da basso a godersi la soddisfazione del dopo concerto guardando suonare gli altri gruppi. La serata è scivolata veloce tra qualche complimento, alcune occhiate di approvazione e tanti bicchieri d'acqua.

   
On stage con Stefano (ormai presenza quasi fissa) al corno

lunedì 9 marzo 2015

Pocket@Stecca 3.0

Non avevo grandi aspettative sul concerto che i Pocket dovevano fare domenica scorsa nella nuovissima Stecca 3.0 in Via De Castilla a Milano. Nella tarda mattinata quando ho ricevuto una telefonata che mi informava su alcuni dettagli  problematici legati in particolare agli orari mi sono fatto coinvolgere dal più grande errore che si puo' fare in tanti scenari diversi: farsi sopraffare dal pregiudizio. Nei locali che organizzano un evento, a maggior ragione quando la musica diventa un pretesto per fare altre cose (tipo organizzare un mercatino fashion) lo staff puo' essere sovradimensionato e lo scarico di responsabilità è un automatismo nascosto dietro la frase "non mi occupo di questo". Lasciando da parte il broncio e le polemiche, che quando si va a divertirsi devono rimanere chiuse in cantina, l'impegno per superare una situazione non proprio ideale per far suonare dei gruppi è stato apprezzabile, quindi non importa se per qualcuno è più importante segnare su bloc notes elettronici le targhe delle vetture cariche di strumenti o controllare decine di volte che tu abbia il timbro per entrare dalla porta di servizio rispetto ad assicurarsi che il numero di microfoni richiesti nella scheda tecnica ci sia, è più importante che il pubblico molto numeroso si sia divertito in nostra compagnia e, a parte una lieve flessione a metà del set, sia rimasto ad ascoltarci dall'inizio alla fine ed abbia apprezzato il nostro spettacolo che ormai è ben rodato e quindi supera qualsiasi imbarazzo tecnico.

Pocket Chestnut "on stage" @ Stecca 3.0


giovedì 5 febbraio 2015

Venetour

Pocket Chestnut @ Color Cafe, Bassano del Grappa

Definire un "tour" due concerti consecutivi è un'esagerazione, quasi un insulto per chi il musicista lo fa per davvero e sa che le tournee sono un'altra cosa, ma a noi Pocket la trasferta del 29/30 gennaio in veneto è piaciuta e l'abbiamo vissuta come se fossimo in giro da tre settimane. Uno dei momenti più belli è stato tornare a casa domenica mattina, un po' assonnati, molto infreddoliti e appagati dall'accoglienza calorosa mostrataci dal pubblico dei due localini. Il primo si chiama Cafe Moresco e si trova a Vicenza il secondo a Bassano del Grappa, come riportato nella didascalia della foto, si chiama Color Cafe. Riguardandola ora mi accorgo che lo sfondo sembra un pacchetto di Marlboro. Alle spalle di quel sipario rosso si trova un piccolo auditorium dove ci siamo rilassati prima e dopo il concerto trovando il tempo di abbozzare qualche nuova idea. Oltre a suonare, bere e mangiare come a un banchetto nuziale, abbiamo tentato anche qualche approccio culturale nei percorsi Palladiani concludendo la ricreazione al museo della grappa Poli dove tra i tanti mignon esposti uno in particolare ha catturato la mia attenzione quello di un'acquavite dal nome semplice: Grappa Si.

martedì 27 gennaio 2015

Pocket@The Family

Vicino a Varese (precisamente ad Albizzate) si trova un circolo che ha più di cento anni di storia, si chiama The Family e ci ha invitato a suonare lo scorso sabato. Si tratta di un posto molto carino dove l'accoglienza vien prima di tutto. Francesco, fonico del gruppo locale There will be blood di cui ho già parlato in questo blog, si è occupato di equilibrare bene il suono e così abbiamo completato soddisfatti il primo concerto del 2015. Il prossimo fine settimana i Pocket suoneranno in Veneto. Venerdì saremo a Vicenza al Cafe Moresco e sabato a Bassano del Grappa al Color Cafe.





Drum set @ The family, Albizzate (Va)
















lunedì 1 dicembre 2014

Pocket Chestnut live @ La Geretta, Erba (CO)

Pocket live @ La Geretta, Erba (CO)

Nonostante come accennato nel post precedente mi sia fatto nuovamente male a un tendine del terzo dito della mano, come si evince dalla foto sopra, sono comunque riuscito ad onorare il concerto che abbiamo tenuto ieri sera ad Erba in un positicino molto accogliente. La Geretta è un ristorante gestito da giovani volenterosi e offre ristoro ai pescatori che durante l'anno affollano il laghetto di pesca sportiva situato a due passi dal ristorante ricavato in una cascina finemente ristrutturata. Così, tra foto raffiguranti trote giganti e una gustosissima pasta ai carciofi consumata dopo il concerto, abbiamo concluso (salvo ingaggi dell'ultimo momento) i concerti del 2014.

martedì 28 ottobre 2014

Ultimi live di ottobre

Ottimi ricordi da archiviare (e non dimenticare) per i Pocket Chestnut. Il 18 ottobre a Castelleone in provincia di Cremona, nel locale denominato "Alice in Città" siamo stati trattati come piccole grandi rockstar da un gruppo di volenterosi soci che pochi anni fa hanno dato vita ad un'associazione culturale per combattare la noia della provincia. Con qualche difficoltà stanno riuscendo nell'intento di offrire agli autoctoni uno svago diverso dalla partita al bar. Mi ha colpito molto l'attenzione scenografica che hanno studiato per il palco con un impianto luci strepitoso ed un telo oscurante caduto dopo un clic gestito da un ipad e che magicamente ci ha svelato al pubblico (purtroppo poco numeroso) dopo l'introduzione di Castaway.

Il drumkit di Castelleone con il telo a nascondere il palco


I Pocket dopo il concerto



Venerdì 24 siamo invece tornati alla Fabbrica del Vapore a Milano, nello spazio dove opera l'associazione "mascherenere". Tutto è migliorato rispetto a qualche anno fa. Le luci e l'acustica in particolare sono ora più efficaci, non è cambiato invece il piccolo angolo che ospitava due band e le relative attrezzature. Nel cambio "palco" in quel gomitolo di cavi sparpagliato ovunque ho rotto accidentalmente un piccolo microfono del gruppo che ci ha preceduto il trio di Giovanni Melucci. La somma dei miei danni aumenta, era dal fatidico crash della lampada di vetro del gruppo "Il cubo di Rubik monocromo" che facevo il bravo.



Stefano Cattaneo da un grande apporto al nostro suono

L'espressione mistica di Tum sul primo brano in scaletta @ la fabbrica del vapore


sabato 11 ottobre 2014

Stasera secret live in appartamento

Sono molto onorato di suonare stasera a questo evento. Qualche anno fa, credo nel 2011, suonammo in una casa di studenti a Milano, eravamo poco preparati e cercammo di rendere le nostre canzoni in chiave acustica  (ai tempi erano solo quelle contenute in bedroom rock n' roll). Furono le prime volte in cui utilizzai la valigia al posto della gran cassa. Da allora ne sono seguiti altri di questi  "house concert" e il set si è costantemente adeguato alle situazioni. Non immaginate quanto sia difficile suonare soft senza amplificazione un set acustico. La difficoltà non sta tanto nel semplificare le parti (già elementari di per sè) ma nel tenere un tocco che sia gradevole, non rumoroso ma neanche troppo inscatolato. Una volta trovato il percorso giusto che le braccia devono fare, bisogna mantenere costante questo processo ciclico senza farsi prendere dall'enfasi della situazione raccolta con il pubblico a due centimetri che ti respira addosso. Ogni imprecisione è immediatamente percepibile e rende ricca di insidie anche la più semplice delle canzoni. Stasera ospiteremo anche Stefano, un trombettista brianzolo che sta dando ad alcuni dei brani più intimi del nostro repertorio una interessante soluzione armonica.

mercoledì 8 ottobre 2014

Pocket Chestnut@Spaziomusica Pavia


Ieri sera a Pavia mi sono proprio divertito. Nella foto, oltre alle solite castagne, potete scorgere sulla sinistra Matteo dei Finistere che ha suonato e cantato con noi l'ultimo brano in scaletta. E' stato un set breve il nostro visto che la serata era tutta per i News for Lulu che hanno fatto proprio un bel disco intitolato "Circles" e lo hanno presentato di fronte ai loro concittadini arrivati (un po' tardi per ascoltare i Pocket) numerosi allo Spaziomusica. Il viaggio di ritorno con la prima nebbiolina autunnale a farmi compagnia è stato piacevolmente accompagnato dalle loro canzoni e mentre scrivo questo breve post ho ancora in testa la piacevolissima melodia di "Spring burns" . 

lunedì 8 settembre 2014

La repubblica indipendente di Lu

Lu Monferrato è un piccolissimo comune adagiato in mezzo ai vigneti dove non solo non
ero mai stato, ma ne ignoravo l'esistenza seppur (almeno in autunno) sia per motivi enologici un frequentatore di quelle zone. Sabato scorso i Pocket Chestnut sono stati invitati a partecipare ad un festival musicale organizzato con passione da alcuni volontari del paese e siamo tornati carichi di soddisfazione ed ammirazione per quei ragazzi che con poco sono riusciti ad organizzare molto. Serve una location adatta e loro hanno scelto una collina con un panorama mozzafiato, serve l'attrezzatura e questi ragazzi ne hanno noleggiata una molto raffinata controllata da mani e orecchie competenti, serve della buona birra e c'erano delle spine che non si sono mai inceppate, occorrono cibarie in quantità e dagli agnolotti alla pizza il buon mangiare non è mancato. Poi servono persone che ci sappiano fare e tutti i membri dello staff, riconoscibili dalla maglietta della manifestazione, sono stati veri promotori del benessere. Tutti coloro che hanno tra le loro ambizioni quella di organizzare un evento del genere dovrebbero prima ancora di pensare chi invitare fare un giro da quelle parti. Ci siamo esibiti poco dopo le 19 ed il pubblico era scarsino rispetto al dopocena ma comunque molto attento ed affettuoso. Mentre il sole tramontava dietro di noi abbiamo selezionato una decina di canzoni pescando tra le più ritmate del nostro repertorio, ci ho dato dentro parecchio, chi ci segue da un po' se ne è accorto e mi ha fatto i complimenti per tutta quella grinta. Il fatto è che quando ho la fortuna di avere il mio strumento completo, ben accordato, con dei ritorni di suono dal palco nitidi e ben riconoscibili e riesco a sentire che la cassa fa vibrare quelle toraciche del pubblico non riesco a non farmi prendere, accade così che si capisca che mi sto divertendo parecchio. Grazie per averci invitato! Lunga vita alla repubblica indipendente di Lu.


Pocket Chestnut @ festival repubblica indipendente di Lu




martedì 2 settembre 2014

L'ospitalità


Il lagoon 38 "Valerie"

Ci sono elementi che rimangono costanti e sono talmente importanti nella vita di una persona che permettono di superare i momenti difficili. Per me uno di questi elementi è il mare. I momenti difficili lasciamoli stare. Anche questa estate mi ha fatto bene l'Egeo, il suo effetto rigenerante ha buttato fuori tossine da tutti i miei pori riconsegnandomi al mondo del lavoro perfettamente riabilitato. Che lo stato di benessere e serenità sia durato poco più di una sera poco importa. Il catamarano lagoon 38 che vedete sopra si chiama Valerie, mi ha ospitato per due settimane ed è stato decisamente più comodo del cabinato con quale ho navigato lo scorso anno. Ho partecipato alla manovre con maggior disinvoltura ed ho affrontato una delle grandi questioni irrisolte della mia vita da marinaio: un certo impaccio con i nodi. Ne ho imparati di nuovi esercitandomi continuamente e non escludo di essere in grado di poter essere diventato un buon istruttorie di gasse,parlati nodi d'arresto di ormeggio e di giuntura. Tutta la vacanza trascorsa tra il secondo dito del Peloponneso l'isola di Kithira, Poros e la parte nord ovest di Creta ha funzionato per il bel clima meterologico ma soprattutto per la perfetta armonia che si è creata a bordo con capitano ed equipaggio. Se sommiamo questi due fattori con l'ospitalità tipica dei Greci il quadretto felice dell'estate 2014 è in cornice. Guardate qui sotto che posti...



La baia di Porto Kayo, solo qualche casa e quattro taverne


Panorama dal castello di Kithira


La spiaggia di Elaphounissi nel Peloponneso

La lingua di sabbia di Elaphounissi a Creta


L'impianto di Valerie ha suonato spesso 24 h su 24


Appena atterrato a Bergamo il 24 mattina mi sono precipitato in Stazione Centrale a Milano, sono salito su un treno veloce destinazione Eboli ed ho raggiunto i Pocket Chestnut per l'unica data nel mezzogiorno di questo "Big Sky Empty Road Tour" che ci sta dando più di una soddisfazione. Stiamo tornando a casa dopo ogni data con una media di 15 dischi venduti e fa molto piacere vedere un capannello di persone portar via con loro la nostra musica dopo il concerto. Eboli è una città strana, molto diroccata di giorno decisamente affascinante di notte. Nel centro storico, a due passi da dove ci siamo esibiti, si snodano una serie di vicoletti che sembrano intersecarsi uno sull'altro in varie altezze collegati da lunghe e ripide scalinate. I bambini sono molto spavaldi e socievoli. Gli anziani stanno svegli fino a tardi a sbucciare fagiolini. Il pubblico è molto caldo e partecipa con trasporto alla nostra festa. Dopo il concerto i promoter ci portano in un agristurismo bellissimo adagiato sui colli, precisamente nel comune di Campagna. Il posto si chiama "Piccola Ospitalità"  ma di piccolo non ha proprio nulla. L'edificio e le persone che lo gestiscono sono semplicemente grandi, è stato un peccato fermarsi solo una notte e sarebbe bello in futuro poterci ritornare.


Una delle mie grandi passioni quando sono in tour, leggere la cronaca locale


Il cane Bronco si gode uno degli spazi relax del B&B Piccola Ospitalità

Il giardino del B&B Piccola Ospitalità 





martedì 29 luglio 2014

Barba incolta

E' stato molto piacevole tornare a Chiaverano per il festival "A night like this" ci hanno accolto con la solita cura ed il concerto è stato molto divertente tra la penombra del gazebo, zanzare assassine e una figura vestita da Clone Trooper ripresa da telecamere mentre si aggirava tra il pubblico. Siamo tornati senza dischi nella nostra valigetta, non li abbiamo buttati nel lago, li abbiamo semplicemente venduti tutti.

Gira da qualche giorno un video ben fatto dove circa a metà si intravede all'opera anche il nostro cantante Tum.

Il tour di "big sky empty road" si allunga e salvo variazioni dovute a logistiche faticose (ci sarebbe Eboli in provincia di Salerno in trepidante attesa dei Pocket il 24.08) tra fine agosto e i primi di settembre faremo un ciclo di concerti molto interessanti. Tutte le info su cio' che verrà confermato si trovano QUI.


Nel frattempo le tanto attese vacanze si avvicinano, la barba inizia ad allungarsi.

mercoledì 16 luglio 2014

Back to ANLT Festival

Devono proprio volerci bene gli organizzatori del Festival "A night like this" perchè su tre edizioni organizzate nel comune di Chiaverano vicino ad Ivrea i Pocket hanno fatto l'en plein e suoneranno anche questa volta. Vi aspettiamo sabato 21 Luglio nella splendida location del campo sportivo, a due passi dal lago Sirio. Suoneremo alle ore 22:30 sul "palco del quieto vivere" un angolo molto raccolto pensato per concerti acustici. La foto che pubblico sotto si riferisca al live dei Pocket nel dopo festival direttamente sul pontile del lago, forse l'unica esibizione della nostra breve storia in cui abbiamo suonato senza Pol.

Pocket Chestnut @ Lago Sirio, Luglio 2013


La line up ed il programma del festival li trovate QUI

Colgo lo spunto del concerto che arriverà per archiviare in questo post il ricordo di quello che abbiamo tenuto sabato scorso in provincia di Como, a Carugo per la precisione. In una location molto informale (un centro sportivo) ma sotto l'attenta regia fonica di Pepè, l'organizzatore della serata, abbiamo suonato una scaletta abbastanza lunga includendo nel set qualche cover, particolarmente riuscita mi è parsa "I like birds" degli EEls. La spavalderia di un anziano ascoltatore apparentemente molto ubriaco si stava trasformando in disgrazia. Dopo averci sostenuto a gran voce per quasi tutto il live si è sentito libero di unirsi al gruppo sul finale dell'ultimo pezzo ma è inciampato in una matassa di cavi ed è rovinosamente caduto sbattendo violentemente per terra a pochi centimetri dalla mia batteria. Mentre la scena degna delle migliori comiche di Paperissima faceva scoppiare a ridere buona parte del pubblico suscitava in me molta preoccupazione per lo stato di salute ma a quanto pare "l'Osvaldo" ha la scorza dura perchè nei giorni seguenti non ho letto nulla in merito sulla cronaca locale.

lunedì 30 giugno 2014

A Saronno le abbiam suonate

Sabato scorso la serata da co-protagonisti per il ''Festival Bandzilla-Saronno te le suona'' è stata molto piacevole nonostante un forte temporale pomeridiano abbia messo a repentaglio lo svolgimento del concerto.

Il palco di Bandzilla dopo il temporale
I Pocket potevano fregiarsi del loro nome scritto in grande sul cartellone e venivamo spesso chiamati al plurale: gli headliners. In realtà chi ben ci conosce sa che a noi importa poco di queste cose, abbiamo aspettato pazientemente il nostro turno ed abbiamo fatto un buon concerto.

Pocket Chestnut @ Bandzilla 2014

Abbiamo approfittato dei tempi dilatati per ascoltare i gruppi del contest per i quali è stato allestito un angolino al coperto sotto i portici della piazzetta che ospitava il live. La minuta Maria Antonietta da Pesaro era la vera headliner e non si è fatta mancare nulla durante il soundcheck. Atteggiamento e tempi sono stati irritanti, eravamo dispiaciuti per i gruppi del concorso che con le loro espressioni emozionate non vedevano l'ora di esibirsi e guardavano il palco grande con gli occhi della meraviglia, in una serata ad ingresso gratuito forse era opportuno essere più celeri nel provare i suoni. Devo ammettere che tanta cura nel soundcheck ha dato i suoi frutti visto il concerto della giovane cantautrice marchigiana mi è piaciuto e ha fatto dimenticare in fretta qualche antipatica posa.

Maria Antonietta durante il soundcheck
Complimenti a tutto lo staff di Bandzilla, sentirsi coperti di attenzioni è sempre una bellissima sensazione. Un rigraziamento speciale a quel gruppo di appassionati che ci segue, sommati al curioso pubblico spontaneo composto perlopiù da residenti, ci ha dato molta carica e fatto sentire la nostra semplicità particolarmente apprezzata.

venerdì 20 giugno 2014

Dal vivo @ WOW Spazio Fumetto

Dopo l'insolazione al Miami Festival un altro concerto pomeridiano ha allietato la domenica dei Pocket Chestnut. Il 15 giugno mi è piaciuto tantissimo suonare in un contesto diverso dal solito precisamente all'interno del museo del fumetto a Milano dove siamo stati accolti da organizzatori creativi e volenterosi e ascoltati da un pubblico attento e numeroso. La soddisfazione del giorno è stato avere come assistente alla batteria un certo Doraemon, allego due foto scattate da un gentile spettatore come ricordo dell'evento.

Con Doraemon backliner

Pocket Chestnut @ Wow Spazio Fumetto

martedì 10 giugno 2014

Non se n'è accorto nessuno

La giornata al festival Miami è andata bene, le sensazioni post concerto erano ottime e mi sono trattenuto fino alla penultima esibizione per godermi appieno la giornata. E' stata una scampagnata musicale senza troppo voler disturbare, l'ho sintetizzata così nel titolo e provo a spiegarne il perchè. Mi succede spesso di finire il concerto e ripensare a cosa poteva andare meglio, quando riavvolgo il nastro e passo al setaccio i miei errori e le imprecisioni cerco conforto chiedendo qualche parere e la risposta è quasi sempre automatica: "se c'è stato un errore non se n'è accorto nessuno". Grazie alla pazienza di mia moglie il concerto è stato ripreso per intero e riguardando il momento in cui ho sbagliato un attacco, quello in cui ho scheggiato un piatto e soprattutto osservando con attenzione quando a metà di una canzone il tutore che mi preservava il dito infortunato se n'è volato via devo dare pienamente ragione a chi ho sempre pensato mi rispondesse così solo perchè non era stato attento. La percezione di un errore dal palco è sempre troppo amplificata. Ottima constatazione dunque, ne faccio tesoro per il futuro.
Chiamati ad aprire la giornata di concerti i Pocket si presentano quando il sole è alto e le temperature sono ideali per fare un bagno nella pozza dell'Idroscalo. Ci accoglie la squadra attrezzatissima di tecnici e fonici, un service composto da maestranze dotate di altissima professionalità pronti a far risaltare al meglio il suono delle band.
Come spesso succede in contesti come questi dove a rendersi protagonista è l'ego di chi se la tira di più oppure l'atteggiamento di chi ha lo strumento più costoso, ci guardano tutti con perplessità perchè suoniamo canzoni di due accordi, abbiamo strumenti economici, io mi accontento della batteria di back line fornita dal service, non facciamo cambi d'abito e non abbiamo richieste particolari nel rider, che per noi rimarrà sempre e solo Nick, quello dei fumetti della Bonelli. Inoltre siamo puntuali, non rompiamo il cazzo a nessuno e rispettiamo alla lettera tutte le direttive del responsabile di palco. Ci concediamo solo uno strappo alle regole, sul finale facciamo salire on stage una parte dei nostri amici per fare festa su Mind Shuffled, non è un gesto che piace a chi è dietro le transenne ma noi ci si diverte con rispetto per chi sta lavorando, purtroppo di questo fondamentale aspetto non se ne accorge nessuno. Però continuano ad invitarci forse perchè, pur non inventando niente, le canzoni facili le sappiamo scrivere e a qualcuno probabilmente questo basta e avanza.
La maggioranza dei gruppi si muove altezzosa, nessuno ha voglia di condividere, sembra che ogni band sia in competizione con l'altra come se invece di partecipare a un festival tutti stiano faticosamente affrontando un concorso ad eliminazione. Stanco della situazione me ne vado verso il main stage. Guardo il live degli amici There will be blood che spaccano il palco mettendoci il cuore e molta grinta, poi, con la scusa di andare al parcheggio, sfrutto il mio pass e mi aggiro nel backstage. Lì dietro c'è un clima diverso,  la professione del musicista risulta più evidente e da un certo punto di vista, guardando per esempio gli ottimi Marta sui tubi, è comprensibile. Gli artisti scherzano tra loro, parlano, fumano, bevono, esistono. Prima di tornare tra il pubblico vado alla macchina. Mi precede Pierpaolo Capovilla che sta facendo la spola tra i camerini e il furgone, va avanti poi si gira e fa due passi indietro, cerca qualcosa, si tocca le tasche, inciampa, quasi cade, si accorge che quel qualcosa (le chiavi del furgone) le ha strette in mano, si guarda intorno e incrocia il mio sguardo, bofonchia qualcosa. Per un attimo vorrei dirgli "tranquillo non se ne è accorto nessuno" ma tiro dritto e torno tra il pubblico, ormai numerosissimo. Già, di quanto sia meraviglioso e determinante il pubblico, fortunatamente ce ne accorgiamo davvero tutti.